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Cripta del Peccato Originale

La cooperativa Artezeta gestisce una delle chiese rupestri più rilavanti del territorio, conosciuta anche come la ‘Cappella Sistina' della pittura parietale rupestre: la Cripta del Peccato Originale.

Poco distante dalla via Appia, attraversando il silenzioso sentiero di Pietrapenta, tra vigneti e campi di grano, si giunge presso la cripta, una cavità naturale a strapiombo sulla "Gravina di Picciano". Questo eccezionale oratorio rupestre, rappresenta una delle più antiche testimonianze dell'arte rupestre del Mezzogiorno d'Italia. Il suo straordinario ciclo di affreschi, realizzato cinquecento anni prima di Giotto, evidenzia i caratteri tipici dell'arte benedettino-beneventana (secc. VIII-IX).

L'umile frescante, ricordato come il Pittore dei Fiori di Matera, ha illustrato sulla parete di fondo il racconto biblico dei primi capitoli della Genesi: Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale. Il racconto della Creazione lascia poi spazio, nelle tre conche absidali, alle splendide triarchie degli Apostoli (Pietro, Andrea e Giovanni), degli Arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) e alla venerazione della Vergine Regina.

Il prezioso ciclo di affreschi, per anni ignorato e abbandonato, è stato finalmente recuperato grazie al progetto della Fondazione Zétema, con la consulenza dell'Istituto Centrale del Restauro e la partecipazione di impegnate professionalità; non si è trattato di un semplice intervento di restauro ma si è voluto costruire un modello di riferimento scientifico, un codice di pratica per i futuri interventi sul patrimonio rupestre mondiale.

Il restauro della Cripta è stato reso possibile grazie ai finanziamenti delle Fondazioni CARIPLO di Milano, CARISBO di Bologna e Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano nell'ambito del progetto Sviluppo Sud dell'ACRI e alla collaborazione della famiglia Dragone, nelle cui proprietà si trova la Cripta del Peccato Originale.